Storie da riscoprire
Le ville del territorio
Il territorio di Monticello Conte Otto, situato a pochi chilometri da Vicenza ma immerso in una campagna fertile, ricca di prati e caratterizzata da un’abbondante disponibilità d’acqua, rappresentava un luogo particolarmente adatto alla costruzione di ville e residenze signorili. Per queste ragioni fu scelto da numerose famiglie nobili e benestanti provenienti da Vicenza e da altri territori, che vi stabilirono le proprie dimore di villeggiatura e, in alcuni casi, le loro residenze permanenti.

Ville, proprietà e comunità
Le ville, tuttavia, non erano soltanto luoghi di riposo e rappresentanza nei quali trascorrere i mesi estivi lontano dalla città. Costituivano il centro di vere e proprie aziende agricole, attorno alle quali si organizzavano la coltivazione dei terreni, l’allevamento e la gestione delle proprietà rurali. Le loro cantine, le barchesse, i granai, le stalle e gli altri edifici di servizio consentivano di conservare vino, cereali, legumi, frutta, carni, formaggi e numerosi prodotti stagionali destinati al consumo delle famiglie proprietarie o alla vendita.
Le tenute di campagna rappresentavano, quindi, anche una sorta di grande riserva alimentare: luoghi nei quali produrre, trasformare e immagazzinare quanto era necessario durante l’intero anno. La fertilità del territorio, la disponibilità d’acqua e la vicinanza a Vicenza rendevano Monticello, Cavazzale e Vigardolo particolarmente adatti a soddisfare sia le esigenze residenziali sia quelle economiche e alimentari delle famiglie proprietarie.
Attorno alle ville si sviluppava un importante indotto dal quale dipendevano numerosi abitanti del territorio. Braccianti, mezzadri, fattori, giardinieri, custodi, cocchieri, artigiani, muratori, falegnami, fabbri, lavandaie, cuoche e personale domestico trovavano impiego nelle proprietà signorili. Anche le attività del paese beneficiavano della presenza di queste famiglie, che acquistavano materiali, commissionavano lavori, richiedevano servizi e contribuivano alla manutenzione di strade, canali, edifici e terreni.
Le ville furono pertanto veri centri economici e sociali delle comunità rurali. Intorno a esse si svilupparono rapporti di lavoro, scambi commerciali e trasformazioni del paesaggio. Pur all’interno di una società caratterizzata da profonde differenze tra proprietari e lavoratori, la loro presenza contribuì alla crescita dei paesi, alla diffusione di nuove conoscenze agricole e alla nascita di attività artigianali e produttive.
Le famiglie che abitavano queste dimore erano spesso anche importanti proprietarie terriere. Il loro patrimonio conferiva loro il “censo”, ossia una condizione economica determinata dal possesso di beni e dal pagamento di imposte elevate. In un’epoca nella quale il diritto di voto e l’eleggibilità erano riservati a una ristretta élite di proprietari, professionisti e notabili, questa posizione permetteva loro di partecipare direttamente all’amministrazione della cosa pubblica.
La storia delle ville si intreccia così con quella politica e amministrativa di Monticello Conte Otto. Tra i sindaci e gli amministratori comunali si incontrano personalità di rilievo, come il cavaliere Francesco Molon, ingegnere, geologo, paleontologo, botanico e patriota vicentino, tra i fondatori della Società Geologica Italiana e primo presidente della sezione vicentina del Club Alpino Italiano.
A lui si affiancano Pietro Todescan, appartenente alla famiglia proprietaria dell’omonima manifattura, considerata la prima vera industria del territorio; Federico Castegnero, importante architetto vicentino; il conte Lauro Quirini, marito della contessa Ermengarda Dalle Ore; il commendatore avvocato Giuseppe Zanella, fratello del poeta Giacomo; e il marchese Giuseppe Roi, fondatore dell’omonimo canapificio e ricordato come benefattore della comunità. Questi solo per citare alcune delle persone più in vista del territorio.
Queste figure dimostrano come le famiglie proprietarie delle ville non abbiano inciso soltanto sull’economia agricola, ma anche sulla vita amministrativa, industriale, culturale e sociale del Comune. Le loro vicende, tuttavia, non possono essere separate da quelle dei contadini, dei lavoratori, della servitù e degli artigiani che abitavano e lavoravano nelle tenute, contribuendo ogni giorno al loro funzionamento.
Per quanto possibile, si cercherà di riscoprire e raccontare la storia delle ville di Monticello Conte Otto, Cavazzale e Vigardolo, dei loro proprietari e delle famiglie che le hanno vissute. Ricostruire queste vicende significa comprendere non soltanto l’origine di edifici ancora oggi presenti nel paesaggio, ma anche il ruolo che essi hanno avuto nella formazione economica, sociale e amministrativa dell’intero territorio.
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