Dalle vicinie al Comune moderno
La storia del Comune di Monticello Conte Otto
La storia del Comune di Monticello Conte Otto è il risultato di un lungo processo di trasformazione del territorio e di unione delle comunità di Monticello, Cavazzale e Vigardolo.
Dai boschi e dalle paludi dell’Alto Medioevo alle prime bonifiche, dalle antiche vicinie alla nascita del Comune moderno, lo sviluppo locale è stato profondamente influenzato dall’agricoltura, dalla presenza delle grandi famiglie proprietarie e dall’abbondanza delle risorse idriche.
Il territorio nell’Alto Medioevo
Durante l’Alto Medioevo, il territorio dell’attuale Comune di Monticello Conte Otto era quasi interamente ricoperto da boschi, interrotti da paludi, acquitrini e corsi d’acqua.
Le prime importanti opere di disboscamento e bonifica iniziarono tra il XIII e il XIV secolo. La progressiva trasformazione del paesaggio rese disponibili nuovi terreni da coltivare e favorì la nascita dei primi insediamenti stabili.
Gli abitanti erano inizialmente poco numerosi, ma riuscirono presto a organizzarsi dal punto di vista amministrativo. Nacquero così tre distinte comunità locali, corrispondenti a Monticello, Cavazzale e Vigardolo, ciascuna dotata di una propria forma di governo.
La vicinia: l’antica amministrazione comunale
Alla base dell’organizzazione dei piccoli comuni medievali vi era la vicinia, un’assemblea attraverso la quale gli abitanti partecipavano alla gestione delle risorse e della vita collettiva.
La vicinia era formata principalmente dai capifamiglia e dai rappresentanti delle famiglie che possedevano o conducevano terreni. L’assemblea si riuniva periodicamente per discutere e decidere sulle questioni riguardanti l’intera comunità.
Gli incontri si svolgevano generalmente nelle piazze o all’interno delle chiese e richiedevano la presenza di due testimoni provenienti da altri paesi.
A guidare la vicinia era il Decano, una figura che può essere considerata simile, con le dovute differenze, all’attuale sindaco. L’amministrazione ordinaria veniva invece affidata ai Governatori, nominati ogni anno e remunerati per il loro incarico.
Questa forma di partecipazione rappresentò uno dei primi esempi di amministrazione collettiva del territorio.
Agricoltura e grandi famiglie proprietarie
Per molti secoli, l’economia di Monticello, Cavazzale e Vigardolo si basò quasi esclusivamente sull’agricoltura. Gran parte degli abitanti lavorava le terre appartenenti alle famiglie nobili e ai grandi proprietari locali.
A Monticello erano particolarmente importanti i possedimenti dei conti Thiene, passati successivamente alla famiglia Todescan. A Vigardolo erano presenti i Valmarana, ai quali subentrarono i Rossi. A Cavazzale ebbero invece un ruolo rilevante i Garzadori e, in seguito, le famiglie Dalle Ore e Querini.
La presenza di queste famiglie influenzò profondamente l’organizzazione agricola, economica e sociale del territorio.
Le tre comunità prima dell’unificazione
Fino alla caduta della Repubblica di Venezia, avvenuta nel 1797, le tre comunità che oggi formano il Comune di Monticello Conte Otto rimasero amministrativamente separate.
Questa suddivisione dimostra come, prima della nascita dell’attuale Comune, Monticello, Cavazzale e Vigardolo avessero storie amministrative differenti.
- Monticello dipendeva da Vicenza
- Vigardolo dipendeva da Bolzano Vicentino
- Cavazzale, a seconda dei periodi, fu autonomo oppure amministrato da Vicenza o da Dueville
L’arrivo di Napoleone e la nascita del Comune
Con il Trattato di Campoformio del 1797, i territori della Repubblica di Venezia vennero ceduti all’Austria. La situazione cambiò nuovamente pochi anni dopo.
Nel 1805 Napoleone istituì il Regno d’Italia e il 4 novembre dello stesso anno Vicenza venne occupata dalle truppe francesi. L’amministrazione napoleonica avviò quindi una profonda riorganizzazione territoriale.
I Comuni di Vigardolo e Cavazzale continuarono a esistere fino al 1807, quando venne costituito il Comune di Monticello del Conte Otto. Il nuovo ente comprendeva le tre comunità e contava complessivamente 1.099 abitanti.
Il primo sindaco fu Pietro Todescan.
Questa prima esperienza amministrativa ebbe però breve durata. Nel 1810 il Comune venne soppresso e il suo territorio fu aggregato a Bolzano Vicentino.
La ricostituzione del Comune sotto l’Austria
Dopo la sconfitta di Napoleone, nel 1813 il territorio passò nuovamente sotto il controllo austriaco.
Il 1° gennaio 1819 venne ricostituito il Comune di Monticello del Conte Otto, con Cavazzale e Vigardolo riconosciute come frazioni. Questa data rappresenta un momento fondamentale nella storia amministrativa dell’attuale Comune di Monticello Conte Otto.
La legislazione austriaca prevedeva la presenza del Convocato generale degli estimati, un’assemblea formata dai proprietari iscritti nei registri fiscali. Il Convocato eleggeva tre deputati, incaricati di formare la deputazione comunale e di amministrare il territorio.
I primi amministratori comunali
L’archivio comunale relativo a questo periodo è andato perduto. Alcuni documenti ecclesiastici hanno tuttavia permesso di ricostruire i nomi di diverse persone che parteciparono a lungo all’amministrazione e alla vita pubblica locale.
Nei documenti compaiono inoltre esponenti delle famiglie Schiavotto, Porro, Noaro e Bertinazzo, che ebbero un ruolo nella storia della comunità.
- Andrea Guzan, i cui eredi furono i gemelli Vianello Moro
- Gaetano Costantini, proprietario dell’attuale Villa Maria a Vigardolo
- Giovanni Todescan, appartenente alla famiglia proprietaria dell’attuale Villa Ronco
- Pietro Dalle Ore, padre di Ermengarda, moglie di Lauro Querini
- Giovanni Milan, benefattore della chiesa di Cavazzale
- Sebastiano Tomba
Lo sviluppo tra Ottocento e Novecento
Durante i primi cento anni successivi alla sua ricostituzione, il Comune conobbe uno sviluppo civile, economico e demografico piuttosto limitato.
Le antiche contrade, molte delle quali risalenti al tardo Medioevo, conservarono a lungo la propria struttura originaria. Il paesaggio e la rete delle strade rimasero pressoché immutati per diversi secoli.
Un cambiamento più evidente avvenne dopo la Prima guerra mondiale, quando vennero realizzate due nuove strade: via Bosco e via Marconi. La loro costruzione modificò l’assetto viario di un territorio che fino ad allora aveva mantenuto caratteristiche prevalentemente rurali.
L’acqua nella storia di Monticello Conte Otto
L’acqua rappresenta uno degli elementi più importanti e ricorrenti nella storia di Monticello Conte Otto. Rogge, fossati, canali, risorgive e aree paludose compaiono frequentemente nei documenti e nelle mappe antiche.
L’abbondanza delle risorse idriche favorì lo sviluppo dell’agricoltura, contribuì alla bonifica dei terreni e influenzò la localizzazione degli insediamenti e delle attività produttive.
La complessa rete di rogge visibile nella cartografia storica dimostra quanto l’acqua fosse considerata una risorsa preziosa. La sua gestione richiedeva accordi, regole e interventi collettivi, diventando parte integrante della vita economica e sociale delle comunità locali.
Un territorio costruito nel corso dei secoli
La storia di Monticello Conte Otto nasce dall’incontro tra tre comunità con origini e percorsi differenti. Monticello, Cavazzale e Vigardolo furono a lungo autonome, ma condivisero lo stesso ambiente naturale e affrontarono problemi comuni, come la bonifica dei terreni, la gestione delle acque e lo sviluppo dell’agricoltura.
La nascita del Comune moderno fu quindi il risultato di un processo durato secoli. Le antiche contrade, le ville storiche, le rogge e i documenti conservati raccontano ancora oggi l’evoluzione di un territorio trasformato dal lavoro di generazioni di abitanti.
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