← Torna alle storie

Ricerca storica in corso

Progetto IMI Monticello, Cavazzale e Vigardolo

Il progetto IMI Monticello, Cavazzale e Vigardolo nasce per ricostruire nomi, vicende e destini degli Internati Militari Italiani che, al momento della partenza per la guerra, risiedevano nel Comune di Monticello Conte Otto.

Foglio matricolare e caratteristico di Gioacchino Zocchetta
Foglio matricolare e caratteristico conservato nell’Archivio di Stato
01

Chi erano gli Internati Militari Italiani

Gli IMI erano soldati e ufficiali italiani catturati e disarmati dalle forze tedesche nei giorni successivi all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943. L’esercito italiano, rimasto in larga parte senza ordini chiari e senza un coordinamento centrale, si trovò esposto alla rapida reazione della Germania nazista in Italia e nei diversi fronti di guerra.

Ai militari catturati venne chiesto di continuare a combattere al fianco della Germania e, successivamente, della Repubblica Sociale Italiana. La maggioranza rifiutò. Per questa scelta centinaia di migliaia di uomini furono deportati nei lager del Terzo Reich e nei territori occupati, dove subirono fame, freddo, violenze e lavoro coatto.

Dal 20 settembre 1943 Hitler impose per loro la definizione di “Internati Militari Italiani”. Questa classificazione, diversa da quella di prigionieri di guerra, servì al regime nazista a sottrarli alle garanzie e all’assistenza previste dalla Convenzione di Ginevra e a sfruttarne più liberamente il lavoro.

02

Gli IMI di Monticello Conte Otto

Anche Monticello Conte Otto ebbe numerosi cittadini coinvolti in questa vicenda. Il numero esatto non è ancora noto: le prime ricostruzioni fanno pensare a una cifra compresa indicativamente tra 60 e 100 internati, ma il dato deve essere verificato incrociando nominativi, residenze, fogli matricolari e documenti provenienti da archivi diversi.

Un dato che al momento appare più sicuro riguarda i morti: cinque persone residenti nel Comune risultano decedute nei campi di concentramento nazisti. Questo numero si riferisce esclusivamente ai morti durante l’internamento e non rappresenta il totale dei caduti di Monticello Conte Otto nella Seconda guerra mondiale, per il quale sarà necessaria una ricerca specifica e distinta.

03

Una ricerca tra archivi italiani e tedeschi

La ricerca viene condotta consultando e confrontando la documentazione conservata negli archivi della Croce Rossa, nell’Archivio storico comunale, nell’archivio dell’ANEI — Associazione Nazionale Ex Internati — e in alcuni archivi tedeschi.

Ogni fonte può restituire un frammento diverso: luogo e data della cattura, campi di transito e di internamento, numero di matricola, destinazioni di lavoro, trasferimenti, malattie, liberazione, rimpatrio oppure morte. Solo l’incrocio dei documenti permetterà di evitare omonimie, correggere errori e stabilire con maggiore precisione chi furono gli IMI legati al territorio comunale.

04

Restituire nomi e storie alla comunità

L’obiettivo non è soltanto arrivare a un numero definitivo, ma ricostruire le vicende personali degli internati: la vita prima della guerra, il servizio militare, la cattura, la deportazione, la prigionia e, quando avvenne, il ritorno a casa.

Lettere, fotografie, cartoline, diari, fogli matricolari, documenti di rimpatrio e ricordi trasmessi nelle famiglie possono integrare le fonti ufficiali e restituire una dimensione umana a una storia che ha coinvolto profondamente anche Monticello, Cavazzale e Vigardolo.