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Sacerdote, educatore e benefattore

Mons. Giuseppe Todescan

Monsignor Giuseppe Todescan legò la storia della propria famiglia alla vita religiosa, sociale ed educativa di Monticello Conte Otto.

Ritratto di monsignor Giuseppe Todescan
Monsignor Giuseppe Todescan
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Vita e legame con il territorio

La figura di monsignor Giuseppe Todescan unisce la storia della famiglia Todescan alle vicende religiose, sociali ed educative di Monticello Conte Otto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Sacerdote colto e caritatevole, rettore della chiesa di San Lorenzo a Vicenza e canonico penitenziere, mantenne per tutta la vita un profondo legame con il territorio di Monticello, dove la sua famiglia possedeva terreni, abitazioni e un’importante manifattura di ceramiche.

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La famiglia Todescan a Monticello

I Todescan vissero per molti decenni a Monticello, pur possedendo palazzi e abitazioni anche a Vicenza. La famiglia rimase strettamente legata agli interessi agricoli e produttivi locali, contribuendo alla vita economica e sociale del paese.

Pietro Todescan ebbe un figlio, Giulio Cesare, che nel 1841 sposò Elisabetta Fogazzaro, appartenente alla famiglia dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, del quale era prozia. Dal matrimonio nacquero quattro figli: Caterina, Pietro, Giuseppe e Matilde, morta ancora bambina.

Giuseppe Todescan nacque nel 1847 e trascorse parte dell’infanzia nell’ambiente familiare di Monticello. Quando aveva appena sette anni perse il padre. Tre anni più tardi entrò nel Collegio Fagnani di Padova, dove già studiava il fratello Pietro, chiamato familiarmente Piero.

Le memorie della famiglia Todescan lo descrivono come un ragazzo mite, pio e dotato di buona intelligenza. Completò brillantemente gli studi e, all’età di diciotto anni, conseguì la maturità presso il liceo di Padova, ottenendo risultati eccellenti.

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La vocazione sacerdotale

A differenza del fratello Pietro, Giuseppe non si stabilì a Padova presso lo zio monsignor Mariano Fogazzaro. Sentendosi chiamato alla vita sacerdotale, entrò nel Seminario di Vicenza, dove a ventidue anni aveva già completato gli studi di teologia.

Poiché non aveva ancora raggiunto l’età normalmente richiesta per ricevere l’ordinazione, venne ordinato sacerdote l’anno seguente grazie a uno speciale indulto.

Don Giuseppe Todescan svolse inizialmente il ministero di cappellano presso diverse parrocchie. In seguito, per disposizione dei superiori, fu richiamato a Vicenza anche per poter assistere la madre Elisabetta, gravemente malata di tubercolosi. Le memorie familiari ricordano la dedizione con cui rimase accanto alla madre, diventando per lei e per tutta la famiglia un vero «angelo consolatore».

Nel 1870, quando il fratello Pietro si trasferì a Vicenza, Giuseppe andò a vivere con lui nella casa Todescan di San Lorenzo, dove rimase fino alla morte.

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Rettore della chiesa di San Lorenzo a Vicenza

Studioso appassionato delle Sacre Scritture, don Giuseppe Todescan raggiunse una preparazione particolarmente approfondita, che mise al servizio della predicazione. Le sue capacità e il suo impegno apostolico gli procurarono la stima dei fedeli e la considerazione dei superiori ecclesiastici.

Nel 1880 il vescovo di Vicenza, monsignor Giovanni Antonio Farina, lo nominò rettore della chiesa di San Lorenzo. Don Giuseppe resse la rettoria con grande zelo fino al 1902, quando l’edificio religioso venne chiuso perché minacciava di crollare. Formalmente conservò comunque il titolo di rettore di San Lorenzo fino alla morte.

Nel 1902, in riconoscimento dei meriti acquisiti e di quella che le memorie definiscono la sua «illibatissima vita», venne nominato canonico e, successivamente, canonico penitenziere.

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La costruzione della casa canonica di Monticello

Nonostante gli incarichi svolti a Vicenza, monsignor Giuseppe Todescan continuò a interessarsi alla vita della comunità di Monticello Conte Otto. Una delle testimonianze più concrete di questo legame è rappresentata dall’attuale casa canonica di Monticello, che fece costruire tra il 1910 e il 1911.

La realizzazione della canonica si inserisce nella lunga tradizione di partecipazione della famiglia Todescan alla vita religiosa del paese. Già don Giovanni Todescan, appartenente a una precedente generazione della famiglia, si era adoperato per l’autonomia della parrocchia di Monticello e, secondo le memorie familiari, aveva fatto innalzare a proprie spese il campanile.

Con la costruzione della nuova casa canonica, monsignor Giuseppe Todescan contribuì a dotare la parrocchia di una sede stabile e adeguata per l’abitazione del sacerdote e per lo svolgimento delle attività pastorali. L’edificio, realizzato tra il 1910 e il 1911, rimane ancora oggi una testimonianza visibile del rapporto tra i Todescan e la comunità monticellese.

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L’impegno per le scuole di Monticello Conte Otto

All’inizio del Novecento Giuseppe Todescan partecipò anche alla vita educativa locale. Il suo nome compare infatti tra i sovrintendenti delle scuole maschili del Comune di Monticello Conte Otto.

Questo incarico dimostra come la sua presenza non fosse limitata esclusivamente all’ambito religioso. L’attenzione verso la scuola e l’educazione dei giovani rifletteva una concezione del ministero sacerdotale profondamente legata alla crescita morale e culturale della comunità.

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Il ricordo di un uomo mite e caritatevole

Nelle memorie di Giulio Cesare Todescan, monsignor Giuseppe emerge come una delle figure morali più importanti della famiglia. È descritto come un uomo affabile, cortese e dolce, capace di portare nella vita domestica il proprio «lume di verità e di religiosa sapienza».

Durante le difficili vicende economiche e familiari attraversate dai Todescan, fu una presenza costante e rassicurante. Con discrezione seppe offrire consiglio, conforto e sostegno, dimostrando un affetto particolare verso il nipote Giulio Cesare e i suoi figli. Pur essendo schivo nel manifestare apertamente i sentimenti, fece sentire la propria vicinanza in ogni circostanza, lieta o dolorosa.

Il nipote lo ricordò significativamente come «angelo tutelare di nostra casa fin dalla mia più tenera fanciullezza».

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La morte di monsignor Giuseppe Todescan

Monsignor Giuseppe Todescan morì nel maggio 1920, all’età di settantadue anni, dopo una lunga malattia che lo aveva tormentato per diverso tempo.

La sua scomparsa suscitò profondo cordoglio tra il clero, gli amici, i poveri e i numerosi penitenti che nel corso degli anni si erano affidati alla sua guida spirituale. Le memorie familiari ricordano l’ammirazione suscitata dalla sua vita integerrima e dalla grande carità esercitata verso le persone più fragili e bisognose.

La casa canonica costruita tra il 1910 e il 1911, il suo impegno nelle scuole e il legame mantenuto con Monticello rappresentano ancora oggi alcuni degli elementi più significativi della sua eredità. La storia di monsignor Giuseppe Todescan appartiene così non soltanto alla memoria privata della sua famiglia, ma anche alla storia religiosa e civile di Monticello Conte Otto.

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L’intitolazione nel territorio

A monsignor Giuseppe Todescan è dedicata una via del Capoluogo laterale est di Via F.lli Vianello-Moro fino a Via San Gaetano. E’ stata istituita con deliberazione della Giunta n. 490 del 6 ottobre 1981.