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Parroco di Monticello e promotore della vita comunitaria

Don Antonio Pianezzola

Ultimo parroco scelto attraverso l’antico diritto di patronato, don Antonio Pianezzola accompagnò Monticello nei profondi cambiamenti della prima metà del Novecento.

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Vita e legame con il territorio

Don Antonio Pianezzola nacque a Nove il 17 settembre 1866. Dopo la formazione religiosa e l’ordinazione sacerdotale, iniziò il proprio ministero nelle parrocchie di Maddalene, Ospedaletto e Gaianigo. Il passaggio decisivo della sua vita pastorale avvenne il 9 novembre 1905, quando fu nominato parroco di Monticello Conte Otto. Assunse ufficialmente la guida della parrocchia il 2 settembre 1906.

Don Pianezzola fu l’ultimo parroco di Monticello scelto attraverso l’antico diritto di patronato. Secondo questo sistema, diffuso nei secoli precedenti, la nomina del sacerdote spettava ai patroni della parrocchia, ai quali erano riconosciute particolari prerogative in cambio degli obblighi assunti verso la chiesa e la comunità.

Il nuovo parroco si distinse per la profonda devozione, lo zelo pastorale e uno stile di vita semplice, spesso definito francescano. Dedicò il proprio ministero alla cura spirituale della popolazione, mantenendo uno stretto rapporto con le famiglie e partecipando alla vita quotidiana del paese. Il suo lungo servizio coincise con una fase di grandi trasformazioni, segnata dall’ampliamento della chiesa, dalla Prima guerra mondiale e dai cambiamenti sociali dei primi decenni del Novecento.

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La Società Tipografica dei Cattolici Vicentini

L’impegno di don Antonio Pianezzola non rimase limitato alla parrocchia di Monticello. Il 3 dicembre 1908 partecipò, insieme a un gruppo di sacerdoti e laici, alla fondazione della Società Anonima Tipografica fra i Cattolici Vicentini. L’atto costitutivo fu stipulato dal notaio Gaetano Bottazzi.

Tra i promotori figuravano anche don Luigi Mattiello, parroco di Cavazzale, e il dottor Girolamo Selmo, medico condotto del Comune di Monticello Conte Otto. La presenza congiunta di sacerdoti, professionisti e rappresentanti della società civile dimostra la vivacità culturale e religiosa che caratterizzava il territorio in quegli anni.

La società aveva lo scopo di creare una tipografia capace di diffondere i valori cristiani attraverso libri, documenti e pubblicazioni di qualità. La stampa era considerata una naturale prosecuzione della predicazione: uno strumento moderno attraverso il quale raggiungere un pubblico più vasto, promuovere l’educazione e partecipare al dibattito culturale e sociale.

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L’ampliamento della chiesa di Monticello Conte Otto

Durante il ministero di don Pianezzola furono realizzati importanti interventi sulla chiesa parrocchiale di Monticello Conte Otto. Tra il 1910 e il 1911 vennero costruite le navate laterali nord e sud, trasformando profondamente la struttura dell’edificio e rendendolo più adatto ad accogliere una popolazione in crescita.

La vecchia canonica, addossata alla navata meridionale, fu demolita nel 1913 per consentire il completamento dei lavori. La comunità disponeva nel frattempo di una nuova casa canonica, costruita tra il 1910 e il 1911 grazie all’intervento di monsignor Giuseppe Todescan, appartenente alla famiglia Todescan e profondamente legato al paese.

Alle estremità delle nuove navate furono collocati due altari settecenteschi provenienti dalla chiesa precedente. Il primo venne dedicato alla Madonna del Rosario, mentre il secondo fu consacrato a Sant’Anna e a Sant’Antonio da Padova. In questo modo l’ampliamento dell’edificio non cancellò la memoria della precedente parrocchiale, ma ne conservò alcuni degli elementi religiosi e artistici più significativi.

Nel 1931, sempre durante il lungo ministero di don Pianezzola, venne realizzato anche l’attuale altare maggiore, impreziosito dall’impiego di marmi di particolare pregio. Questi interventi contribuirono a dare alla chiesa l’aspetto che ancora oggi caratterizza uno dei principali luoghi storici e religiosi di Monticello Conte Otto.

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La parrocchia durante la Prima guerra mondiale

Don Antonio Pianezzola guidò la comunità anche negli anni drammatici della Prima guerra mondiale. Numerosi giovani e uomini di Monticello furono richiamati alle armi e inviati al fronte; molti di loro non fecero ritorno. Le famiglie dovettero affrontare lutti, privazioni, paura e incertezza, mentre il territorio vicentino si trovava a poca distanza dalle zone di combattimento.

In quel contesto il parroco rappresentò un punto di riferimento spirituale e umano. Accompagnò le famiglie colpite dalla guerra, sostenne la popolazione nei momenti più difficili e contribuì a mantenere unita la comunità. Il suo ministero attraversò così non soltanto gli eventi religiosi, ma anche una delle stagioni più dolorose della storia locale.

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Gli ultimi anni e l’eredità di don Pianezzola

Dopo oltre trent’anni trascorsi alla guida della parrocchia, nel 1938 don Antonio Pianezzola dovette lasciare Monticello a causa del peggioramento delle proprie condizioni di salute. Si ritirò presso la Casa del Clero di Vicenza, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Morì nel 1951.

La sua memoria rimane legata a un periodo decisivo della storia religiosa di Monticello Conte Otto. Fu l’ultimo parroco nominato secondo l’antico diritto di patronato, promosse la diffusione della cultura cattolica attraverso la stampa e accompagnò la trasformazione architettonica della chiesa parrocchiale.

Don Pianezzola lasciò soprattutto il ricordo di un sacerdote semplice e operoso, capace di unire la cura spirituale alle esigenze concrete della comunità. Le navate laterali, gli altari storici e l’altare maggiore conservano ancora oggi una traccia visibile del suo lungo ministero e dell’impegno con cui accompagnò Monticello attraverso i difficili cambiamenti della prima metà del Novecento.

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L’intitolazione nel territorio

A don Antonio Pianezzola è dedicata una via a Monticello laterale est di Via F.lli Vianello-Moro fino al termine.

Atto di intitolazione: Istituita con deliberazione della Giunta n. 490 del 6 ottobre 1981.