Ferrovie e infrastrutture
La ferrovia Vicenza–Schio e la stazione di Cavazzale
Dall’inaugurazione della linea nel 1876 alla costruzione della nuova stazione durante la Prima guerra mondiale.

La nascita della ferrovia Vicenza–Schio
Via della Stazione corre parallela alla ferrovia Vicenza–Schio, da Largo Monte Grappa fino allo scalo ferroviario di Cavazzale, posto a sud dell’abitato. La sua storia è strettamente legata alla trasformazione economica e sociale del paese, che proprio grazie alla ferrovia entrò progressivamente in una rete di collegamenti più ampia.
La linea fu completata nell’estate del 1876. Il 29 luglio una locomotiva percorse per la prima volta l’intero tragitto, mentre l’inaugurazione ufficiale si svolse il 29 agosto alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia, futuro re Umberto I, del senatore Fedele Lampertico, dell’onorevole Paolo Lioy, del vescovo di Vicenza Giovanni Antonio Farina, del sindaco, del prefetto e di una folla numerosa. Il servizio pubblico regolare iniziò pochi giorni dopo, il 6 settembre.
La ferrovia, costruita e inizialmente gestita dalla Società Veneta per Imprese e Pubbliche Costruzioni, rappresentò un’opera fondamentale per lo sviluppo dell’Alto Vicentino. Tra i suoi maggiori sostenitori vi fu Alessandro Rossi, che comprese quanto il collegamento con Vicenza e con la linea Milano–Venezia potesse favorire l’arrivo delle materie prime e l’invio dei prodotti industriali verso i principali mercati italiani ed europei.
La prima fermata di Cavazzale
All’apertura della linea, tuttavia, Cavazzale non disponeva ancora di una propria fermata, poiché il paese non era considerato abbastanza importante da giustificarne la costruzione. La situazione cambiò all’inizio del Novecento grazie soprattutto all’interessamento del marchese Giuseppe Roi, proprietario del canapificio locale, che aveva necessità di ricevere direttamente gli imballaggi di canapa grezza. Alla realizzazione contribuirono anche il conte Lelio Bonin Longare e il senatore Fedele Lampertico.
Per rendere accessibile il nuovo scalo, il Comune acquistò dal marchese Roi 667 metri quadrati di terreno, spendendo 535,75 lire. La prima stazione, costruita nei pressi di Piazza Trieste e del passaggio a livello, fu inaugurata il 4 maggio 1902. La giornata venne celebrata con un concerto della banda di Povolaro e con un pranzo organizzato nella scuola elementare, costato al Comune 274 lire. Intervennero il sindaco Munaretto, il marchese Roi e il commendatore Giuseppe Zanella.
Una struttura modesta, uno scalo importante
La struttura era però assai modesta. La Società Veneta la classificò semplicemente come «Fermata» e l’edificio assomigliava più a un casello ferroviario che a una vera stazione. La presenza di un solo binario rendeva difficili le operazioni di carico e scarico, suscitando le proteste degli industriali e degli abitanti. Nel 1906 la gestione passò alle Ferrovie dello Stato, ma i miglioramenti attesi tardarono ad arrivare.
Una testimonianza del 1910 descriveva l’edificio come una «catapecchia», inadeguata sotto il profilo igienico e funzionale. La cucina del capostazione svolgeva contemporaneamente le funzioni di ufficio telegrafico, biglietteria e sala d’attesa. Le carte militari dello stesso periodo mostrano comunque la presenza di un deposito e di un magazzino merci, costruiti probabilmente tra il 1903 e il 1910.
Nonostante le carenze, lo scalo aveva ormai assunto una notevole importanza economica. Ogni anno vi transitavano circa 1.700 vagoni di merci, per un valore stimato in 120.000 lire, oltre al movimento dei passeggeri. In seguito alle sollecitazioni del deputato conte Negri, nel 1910 la direzione delle Ferrovie dello Stato comunicò l’intenzione di costruire un nuovo fabbricato viaggiatori e di ampliare il piazzale ferroviario verso Vicenza.
La Prima guerra mondiale
Lo scoppio della Prima guerra mondiale trasformò Cavazzale in un punto strategico delle retrovie. La stazione venne utilizzata per trasportare soldati, armi, viveri e materiali verso il fronte, ma anche per il trasferimento dei militari alloggiati a Monticello, Cavazzale e Vigardolo. Divenne così luogo di raccolta per i reparti in partenza e punto di arrivo per quelli provenienti dalle zone di combattimento.
Durante la Strafexpedition del maggio e giugno 1916 il territorio comunale si trovò nelle immediate retrovie di un fronte che rischiava di scendere dall’Altopiano e dal Novegno verso Schio e Vicenza. La ferrovia Vicenza–Schio costituiva quindi una delle principali arterie logistiche poste a protezione del capoluogo. L’aumento del traffico rese insufficiente il binario esistente e il Genio ferroviario ne costruì un secondo, successivamente smantellato al termine del conflitto.
La nuova stazione
Le informazioni sulla nuova stazione sono frammentarie, ma gli appunti del parroco don Luigi Mattiello e le carte dell’epoca permettono di collocarne la costruzione tra l’autunno del 1916 e il marzo del 1917. La rapidità dei lavori fu determinata dalle necessità militari e dai preparativi per le operazioni sull’Altopiano, culminate nel giugno 1917 nella battaglia dell’Ortigara.
Il nuovo fabbricato sorse circa quattrocento metri a sud del passaggio a livello, insieme al viale d’accesso e a un più ampio scalo merci. La stazione serviva la Vicenza–Schio e il raccordo militare Cavazzale–Lisiera, realizzato per collegare direttamente questa ferrovia con la linea Vicenza–Treviso e successivamente smantellato. Da semplice fermata al servizio del canapificio Roi, Cavazzale era così diventata un nodo ferroviario importante per l’economia locale e per l’organizzazione militare del territorio vicentino.
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