Vigardolo · Origine dei nomi
Le Spine di Vigardolo: dai casoni rurali alla strada verso Lupia
Prima di essere ricordata per i rovi che crescevano ai margini dei campi, la zona delle Spine era conosciuta come via Casoni. I due nomi raccontano aspetti diversi dello stesso paesaggio: la vegetazione spontanea e le povere abitazioni della campagna veneta.
Un nome nato dalla vegetazione
L’origine di “Spine” è probabilmente collegata alla presenza di siepi, arbusti e rovi spinosi lungo la strada e nei terreni circostanti. Queste piante delimitavano i fondi, offrivano riparo agli animali e caratterizzavano un ambiente molto meno aperto e ordinato di quello attuale.
Fino al Settecento prevaleva però la denominazione via Casoni, dovuta alle numerose costruzioni rurali esistenti nella zona. I terreni appartenevano ai Valmarana e venivano condotti, tra gli altri, da diverse famiglie Bertinazzo. Alcuni membri di questa influente famiglia ricoprirono l’incarico di governatore di Vigardolo, ruolo amministrativo che, con le dovute differenze, può essere avvicinato a quello del sindaco.
Come erano costruiti i casoni
I casoni erano abitazioni realizzate con ciò che offriva l’ambiente: legno, canne, paglia e argilla. I tetti molto inclinati favorivano lo scorrimento della pioggia, mentre le pareti di materiali vegetali e fango essiccato garantivano un discreto isolamento. Ospitavano soprattutto famiglie contadine e, nelle aree umide, pescatori.
La toponomastica storica della zona era molto ricca. Campagnola, Contrà de li Bonomi, Piantelle, Casare, Lupia, Ospedale, Santa Lucia, Sette Quarti, Garzadora e Tezole sono soltanto alcuni dei nomi ricordati negli studi di Bressan. Ciascuno identificava campi, famiglie, edifici o caratteristiche ormai difficili da riconoscere.
Una fitta geografia di contrade
Le fonti ricordano anche Contrada Cantis, Contrà della Croce, Le Lagaterie, Contrà di Lupia, Contrà dell’Ospedale, Strada Marosticana, Lo Spino — corrispondente all’attuale via Cazzola — Borgo Zucco e Contrada Lanzonis. Questa quantità di nomi rivela un territorio percepito in modo molto dettagliato: ogni campo, gruppo di case, incrocio o proprietà poteva possedere una denominazione nota agli abitanti. I casoni non erano costruzioni casuali, ma risposte efficaci alle risorse disponibili. Canne e paglia provenivano dalle aree umide; legno e argilla si trovavano nelle vicinanze. Le famiglie Bertinazzo, pur conducendo fondi dei Valmarana, acquisirono autorevolezza nella comunità fino a ricoprire incarichi pubblici. Il passaggio da via Casoni a via Spine racconta pertanto sia il cambiamento del paesaggio edilizio sia la permanenza della vegetazione spontanea nella memoria collettiva.
Il nome nella toponomastica
Alle Spine è dedicata via Spine, da piazzale Italia a Vigardolo fino al confine con Sandrigo, in direzione di Lupia. L’atto di intitolazione non è attualmente conosciuto.
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