← Torna a Località e nomi

Cavazzale · Origine dei nomi

Saviabona: una donna medievale o la “sabbia buona” dell’Astico?

Saviabona non è soltanto una strada, ma un’ampia zona a sud di Cavazzale che prosegue nel Comune di Vicenza. Il nome richiama sia gli antichi abitanti sia le trasformazioni provocate dall’Astico.

01

Donna Saviabona e l’origine del nome

Secondo il maestro Giovanni Bressan, il toponimo deriverebbe da una donna chiamata Saviabona, antica residente e proprietaria terriera della zona. I documenti la ricordano come figlia del defunto Guglielmo e moglie di Giovanni da Monzino, appartenente al borgo San Vito.

L’esistenza documentata di questa figura rende l’interpretazione credibile: era frequente che campi e contrade prendessero il nome dei loro proprietari. Esiste però una seconda spiegazione, legata alla natura del sottosuolo.

02

L’ipotesi della “sabbia bona”

Il nome Saviabona potrebbe derivare dalla trasformazione dialettale dell’espressione “sabbia bona”, cioè “sabbia buona”. Nella zona era infatti presente sabbia silicea di ottima qualità, depositata dall’antico corso dell’Astico quando il fiume attraversava questi terreni prima di raggiungere Vicenza.

Tra l’XI e il XII secolo l’Astico sarebbe stato deviato per limitare le frequenti inondazioni che colpivano la città. Prima di questo intervento, il suo percorso giungeva regolarmente fino a Vicenza e coincideva, almeno in parte, con l’attuale alveo dell’Astichello. Nel corso dei secoli il fiume aveva trasportato e accumulato enormi quantità di ghiaia e sabbia, modellando l’altitudine e la composizione del terreno.

I depositi alluvionali e gli scavi per pozzi e fondazioni confermano la presenza di sabbie fluviali a nord e a est di Vicenza, ma anche in alcune aree occidentali.

03

Gli studi di Francesco Molon

Un contributo importante alla ricostruzione dell’antica idrografia vicentina venne dato dall’ingegnere, geologo e paleontologo Francesco Molon. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento egli raccolse e studiò numerosi campioni di terreno provenienti da pozzi privati.

Depositi di sabbia riconducibili all’Astico furono individuati in diverse zone di Vicenza, fra le quali piazza dei Signori, Santa Corona, Santa Lucia e Porta Padova. Secondo queste osservazioni, anche le differenze di quota presenti nel terreno cittadino sarebbero dovute in parte agli accumuli lasciati dalle successive variazioni del corso fluviale.

L’ultimo tracciato dell’Astico verso Vicenza avrebbe seguito un grande cono di deiezione, formato da ghiaie e sabbie. Partendo dall’area di Povolaro, questo deposito attraversava Cavazzale e Saviabona e proseguiva fino alla città. La località si trova quindi lungo una direttrice fondamentale per comprendere la formazione geologica della pianura vicentina.

04

Due interpretazioni ancora aperte

La presenza documentata di Donna Saviabona e le caratteristiche geologiche della zona rendono entrambe le interpretazioni plausibili. Soltanto le attestazioni più antiche potranno forse chiarire l’origine del nome. Nel toponimo si incontrano così la storia degli abitanti e quella dell’Astico, che contribuì a modellare Cavazzale e la stessa Vicenza.

05

Il nome nella toponomastica

A questa storica località è dedicata via Saviabona, che parte da via Zanella a Cavazzale e raggiunge il confine con Vicenza, dove prosegue mantenendo la stessa denominazione.

Atto di intitolazione: deliberazione del Podestà del 17 giugno 1939.