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Cavazzale · Origine dei nomi

Chiuppese e Santa Maria Etiopissa: mille anni di storia lungo l’Astichello

Lungo la Marosticana, nella zona dei Tre Scalini, sorge uno dei più importanti edifici religiosi altomedievali del Vicentino: la chiesa di Santa Maria Etiopissa, conosciuta nei secoli anche come Santa Maria di Chiuppese o Badia di Chiuppese.

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Le molte forme di un nome antico

Il termine “Chiuppese” sarebbe una trasformazione di “Etiopissa”, nome di probabile origine orientale. Nei documenti si incontrano numerose varianti: Tiopese, Theopese, Teupese, Chiupese e Ciùpess. Questa evoluzione mostra come la pronuncia popolare abbia adattato nel tempo una parola ormai difficile da comprendere.

La fondazione è stata messa in relazione con la presenza longobarda e con la progressiva conversione al Cristianesimo. La datazione resta discussa: affreschi e documenti indirizzano verso l’XI secolo, ma alcuni studiosi ipotizzano un centro di culto già tra VI e VIII secolo, anche per il ritrovamento di una sepoltura attribuita all’età longobarda.

La chiesa avrebbe servito un’ampia popolazione rurale comprendente Vivaro, Vigardolo, Polegge, Povolaro, Cavazzale e Monticello. La sua posizione, a tre miglia da Vicenza lungo un’importante direttrice, ne accrebbe il ruolo religioso e territoriale.

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Dalla famiglia Da Vivaro a Pomposa

La prima menzione documentaria nota risale al 1107, quando la cappella privata dei Da Vivaro fu donata al monastero benedettino di Pomposa. La protezione della famiglia favorì la sopravvivenza dell’insediamento monastico durante dispute e tentativi di appropriazione da parte del Comune di Vicenza. Tra XIII e XIV secolo la comunità attraversò però una fase difficile, segnata anche da tensioni interne.

L’edificio superò inoltre le trasformazioni del territorio e le ripetute piene dell’Astico, che contribuirono alla formazione di zone paludose e del cosiddetto lago di Pusterla. La sua conservazione permette oggi di leggere più di mille anni di storia religiosa e ambientale.

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Un riferimento per molte comunità

Prima della formazione delle parrocchie moderne, un edificio religioso posto lungo una strada importante poteva servire un’area molto ampia. Santa Maria Etiopissa avrebbe costituito un riferimento per nuclei rurali separati da boschi, acque e paludi. Il legame con Pomposa inserì inoltre la chiesa in una rete monastica che superava i confini vicentini: le abbazie amministravano terre, organizzavano il lavoro e favorivano le bonifiche. La formula tria miliaria a vicentina urbe, “a tre miglia dalla città”, ne sottolineava la posizione vicina a Vicenza ma pienamente rurale. Le piene e le modifiche dell’Astico trasformarono più volte il paesaggio, formando anche il lago di Pusterla. La sopravvivenza della chiesa è perciò eccezionale, ma occorre distinguere le diverse datazioni: il documento del 1107 costituisce una certezza, mentre le ipotesi di fondazione fra VI e VIII secolo attendono ulteriori conferme.

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Il nome nella toponomastica

Il ricordo di Chiuppese e di Santa Maria Etiopissa è affidato a via Chiuppese, dalla rotatoria tra via Parmesana e via Chiesa fino al confine con Dueville. La denominazione fu formalizzata con deliberazione del Podestà del 17 giugno 1939.