Monticello · Origine dei nomi
Il Bosco di Monticello: ciò che resta dell’antica pianura alberata
Prima dei campi ordinati, delle abitazioni e delle strade moderne, gran parte del territorio di Monticello Conte Otto era coperta da boschi di pianura. Via Bosco conserva nel proprio nome la memoria di quel paesaggio scomparso e di una località ricordata nei documenti fin dal Cinquecento.
Dalla carrareccia alla strada del 1922
La strada attuale venne costruita nel 1922 al posto di un’antica carrareccia. Il vecchio percorso seguiva in parte l’odierna via dei Tigli, passava tra quattro o cinque abitazioni e proseguiva verso via Vigardoletto, terminando a est di Villa Valmarana.
In quella zona sorgeva una casa conosciuta come Ca’ del Bosco, citata in numerosi documenti a partire dal XVI secolo. Il nome non era casuale: boschi, boschetti e “prati del bosco” ricorrono spesso nella toponomastica locale e testimoniano quanto fosse estesa la vegetazione spontanea.
Roveri e carpini erano particolarmente diffusi, accanto a pioppi, salici, ontani e, in epoche successive, robinie. Legno, paglia e piante palustri fornivano materiali per i casoni, le semplici abitazioni rurali che per secoli punteggiarono la pianura veneta.
I roveri protetti dalla Serenissima
Dopo il passaggio di Vicenza sotto Venezia nel 1404, i roveri divennero una risorsa strategica. Il loro legno, resistente e versatile, serviva alla cantieristica navale e alle costruzioni su palafitte. La Repubblica compilò registri degli alberi disponibili e ne limitò severamente l’abbattimento, anche quando crescevano su proprietà private.
Via Bosco non ricorda dunque soltanto qualche albero isolato, ma un ambiente che ha condizionato per secoli il lavoro, le abitazioni e l’economia della comunità.
Dal bosco alla campagna coltivata
I boschi di pianura fornivano legna da ardere e da costruzione, frasche, pascolo, frutti spontanei e riparo per gli animali. Erano inoltre una riserva di terreni che, attraverso secoli di disboscamenti e bonifiche, vennero trasformati in prati e campi. L’avanzata dell’agricoltura fu graduale e lasciò a lungo nuclei alberati fra coltivazioni e zone paludose. La nuova strada del 1922 appartiene alla modernizzazione successiva alla Prima guerra mondiale: un collegamento più diretto facilitava il transito di persone e carri, superando una carrareccia tortuosa nata seguendo antichi confini fondiari. La Ca’ del Bosco rimase nel frattempo un riferimento stabile, tanto da comparire negli atti per generazioni. Il nome collega quindi tre fasi diverse: l’ambiente boschivo originario, la tutela dei roveri imposta dalla Serenissima e la trasformazione novecentesca della viabilità comunale.
Il nome nella toponomastica
Al bosco di Monticello è dedicata via Bosco, dall’incrocio tra via Ca’ dell’Oro, via Nicolosi e via Roma fino a via Marconi e via Prati. La denominazione fu formalizzata con deliberazione del Podestà del 17 giugno 1939.
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