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Una curiosità della storia di Cavazzale

Quando Cavazzale aveva due campanili

Un foglio celebrativo del 9 luglio 1933 racconta la nascita del nuovo campanile e il destino di quello antico: per un periodo, accanto alla chiesa di Cavazzale, le due torri convissero.

Due torri accanto alla stessa chiesa

Una delle poche fotografie in cui si vedono insieme i due campanili di Cavazzale: il nuovo a sinistra e quello antico dietro la facciata della chiesa.

C’è una curiosità nella storia di Cavazzale che oggi può sorprendere: la chiesa parrocchiale ha avuto, per un certo periodo, due campanili. Mentre la nuova torre si innalzava accanto alla chiesa, il vecchio campanile era ancora al suo posto, addossato all’edificio.

A raccontare questo passaggio è il numero unico «Cavazzale in Festa – Campane e Campanile nuovi», datato domenica 9 luglio 1933. Tra cronaca, fotografie e poesie in dialetto, il foglio restituisce l’entusiasmo della comunità per un’opera attesa e costruita con il contributo di molti.

Il fronte di «Cavazzale in Festa – Campane e Campanile nuovi», numero unico del 9 luglio 1933.

Una nuova torre per un paese in crescita

La sezione «Storia attuale» spiega perché si volle un nuovo campanile. La chiesa era stata ingrandita e rinnovata, mentre la parrocchia cresceva insieme al centro industriale. Il vecchio campanile appariva ormai poco adeguato: secondo il testo, riusciva appena a sostenere tre campanelle.

L’annuncio del progetto fu dato dal parroco la sera del 31 dicembre 1928. Il programma iniziale prevedeva una spesa di circa 80.000 lire, da pagare entro cinque anni, e una costruzione da completare in tre. Le difficoltà, però, ritardarono l’avvio dei lavori.

La decisione definitiva arrivò durante l’assemblea dei capifamiglia del 5 maggio 1931, descritta come particolarmente animata. Da allora il progetto prese forma, su disegno dell’ingegner Luigi Orcesi di Vicenza e con l’impresa Giovanni Forestan e Figlio di Quinto.

Cinquanta metri e cinque nuove campane

Il foglio racconta con orgoglio la rapidità della costruzione: in circa due anni il nuovo campanile raggiunse i 50 metri fino alla croce. Il 1° aprile 1933 la croce fu collocata sulla sommità.

Il successivo 15 aprile, Sabato Santo, le cinque nuove campane, consacrate il giorno precedente dal vescovo, suonarono per la prima volta dalla nuova torre. Erano state realizzate dalla fonderia Luigi Cavadini di Verona.

Le persone raccolte in chiesa, sulle terrazze dell’opificio e lungo strade e campi ascoltarono insieme quel primo concerto. Il 9 luglio Cavazzale celebrò poi l’opera con una festa di ringraziamento per quanti avevano contribuito alla sua realizzazione.

Il vecchio campanile era ancora lì

Accanto alla cronaca del nuovo edificio compare una poesia intitolata «Il Campanile vecchio», firmata «Dott. G. S.», sigla attribuibile al dottor Girolamo Selmo. Il componimento si rivolge alla vecchia torre come a un anziano compagno del paese, ormai messo in disparte, e ne annuncia l’abbattimento.

Il vecchio campanile di Cavazzale fotografato dal nuovo: una testimonianza della contemporanea presenza delle due torri accanto alla chiesa parrocchiale.

Questo scatto offre una testimonianza visiva della curiosa convivenza: dalla nuova torre si poteva osservare dall’alto il campanile antico, ancora addossato alla chiesa.

La poesia immagina poi la risposta della vecchia torre: dopo trecent’anni di vita, il campanile rivendica di avere accompagnato con la propria voce i riti, le feste e le giornate della comunità. Il riferimento ai trecent’anni appartiene al componimento e non costituisce, da solo, una datazione documentaria dell’edificio.

Il vecchio campanile fu innalzato nel 1763 e abbattuto nel 1936, dopo essere stato sostituito nelle sue funzioni dall’attuale, già entrato in servizio nel 1933. Le due torri convissero quindi dal 1933 al 1936: la torre settecentesca, addossata alla chiesa, e quella nuova, costruita per rispondere alle esigenze della parrocchia in crescita.

Una presenza doppia e temporanea, che segnava il passaggio fra due epoche: da una parte il campanile che aveva scandito a lungo la vita del paese; dall’altra la nuova torre, nata dalle esigenze e dall’impegno di una Cavazzale in crescita.

Il retro del foglio: uno sguardo sulla comunità

Il retro amplia il racconto della festa con riflessioni religiose, versi dedicati al concerto delle campane e ricordi della vita locale. Le fotografie di Villa Zanella e del Dopolavoro G. Roi affiancano la celebrazione del nuovo campanile, restituendo uno spaccato della Cavazzale dell’epoca.

Il retro del numero unico del 9 luglio 1933, con Villa Zanella, il Dopolavoro G. Roi e i versi sulle nuove campane.

Fonte: «Cavazzale in Festa – Campane e Campanile nuovi», numero unico del 9 luglio 1933, fronte e retro. Fotografia del vecchio campanile visto dal nuovo fornita insieme al materiale; la data dello scatto non è indicata.